Le fiabe giapponesi
Hanasaka Jiisan, un nonno che fiora gli alberia
La storia di un anziano che ama il suo cane.
Hanasaka Jiisan - Il Nonno che fiora gli alberi
C'erano una volta un nonno e una nonna. I nonni avevano un cane molto fedele. Erano molto onesti, ed ogni giorno lavoravano diligentemente.
Un giorno il nonno lavorava in un campo come al solito. Il suo cane venne da lui. Sembrava che il cane volesse portare il nonno da qualche parte. Il nonno lo iseguì. Il cane si fermò, guardò il nonno, e disse, "Scava qui, bau bau! Scava qui, bau bau" Il nonno cominciò a scavare una fossa come ebbe detto il suo cane. Allora la punta della zappa toccò qualcosa di solido. Nonno trovò un sacco di soldi lucenti d'oro. "Ti ringrazio!", il nonno disse al cane. Portò dei soldi a casa dove lo aspettava la nonna.
Dai nonni venne una vecchia vicina di casa. Sorprendendosi dai soldi che aveva la coppia degli anziani onesti, la vicina chiese loro, "Come mai avete così tanti soldi?" Il nonno onestamente le spiegò tutto quello che fu successo.
La vecchia vicina tornò subito a sua casa, e disse al suo marito che stava dormendo. Loro due furono molto avari e furbi. Il vecchio disse, "Prendiamo il cane in prestito, e scaviamo dei soldi anche noi!"
Il vecchio furbo portò fuori il cane con la forza. Ma il cane si stancò di seguire il vecchio. Invece il vecchio furbo pensò che il cane volesse dire qui fosse il posto dove sono nascosti dei soldi, e cominciò a scavare...
Ma vennero solo sterchi dei cavalli e dei bovini. Il vecchio furbo si arrabbiò e uccise il cane. "Questo maledetto cane!" Bestemmiò così e lo sotterò sotto un albero di pino.
I nonni gentili vennero dai vicini furbi per prendere il loro cane. Il vecchio furbo rispose, "Il cane è morto. Era malato. L'ho sotterato sotto il pino."
Subito i nonni andarono all'albero del pino. Erano molto tristi, e piansero per il cane sotto il pino. Assorbendo la lacrima dei nonni onesti, il pino diventò grande.
Fecero un mortaio dal pino come un ricordo del cane. I nonni decisero di preparare il mochi(polpette di riso) col mortaio. Allora ogni volta che nonno battè "il mochi", balzarono fuori dei soldi.
La vecchia avara vide questo. Tornò subito a casa, e lo disse al vecchio. "Vogliamo battere il mochi anche noi", I furbi portarono via il mortaio.
Subito i vecchi avari cominciarono a battere il mochi. Tuttavia le cose che vennero fuori furono di nuovo dei sterchi dei cavalli e dei bovini. Il vecchio avaro si arrabbiò, ruppe e bruciò il mortaio.
I nonni gentili che vennero a prendere il mortaio, videro solo il cenere del mortaio. Si sentirono molto tristi, vollero almeno un ricordo del cane e raccolsero la cenere, e la portarono a casa.
Mentre camminavano, soffiò il vento. La cenere che fu
nella mano del nonno volò,
e arrivò all'albero morto. Allora l'albero
fiorì improvvisamente. Il nonno salì sull'albero, e
sparse una manciata della cenere. Intorno a lui, tutto fu pieno dei
bei fiori.
Questa storia giunse anche al signore del feudo. Il nonno ci venne invitato.
"Ho sentito che tu sai fiorare gli alberi morti. Adesso fiora gli alberi morti." Il signore disse così al nonno. Il nonno dicendo questa frase, "Fiorerò gli alberi", sparse della cenere. Gli alberi nel giardino vennero pieni dei fiori. Il signore ne fu molto contento. "Meraviglioso! Sei l'ottimo nonno che fiora gli alberi." Gli diede tanta ricompensa.
Sentendo questa storia, il vecchio furbo andò dal signore per ricevere una ricompensa. "Anch'io so fiorare gli alberi." Sparse una manciata della cenere, ma i fiori non sbocciarono, anzi la cenere entrò nell'occhio del signore. "Insolente, bugiardo!" Il signore si arrabbiò, e lo mise in prigione. Il vecchio gli chiese scuse molte volte, e giurò di diventare onesto. Finalmente venne perdonato.
Invece, i nonni gentili vissero in pace per sempre con i soldi che ebbe lasciato il suo cane.



